mercoledì, febbraio 07, 2007

RigenerArte


2007.01.30
Sono stato invitato a partecipare ad una mostra di arteterapia che si svolgerà all’interno di un convegno di psicologia del titolo RigenerArte. Parlando con l’organizzatrice dell’evento, Patrizia Vetuli (vice presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche), ci siamo chiesti se è l’arte, in quanto fruizione estetica o come qualcosa legata al bello, che rigenera. Credo che l’enfasi deve essere messa nella comunicazione e nell’espressione come tale piuttosto che nel risultato formale che esse possano avere. Non sarà un caso che il Master dell’Università di Torino che si occupa di arteterapia, musicoterapia e drammaterapia abbia scelto la definizione di Terapie Espressive e che il Master dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che tratta gli stessi argomenti abbia optato per definirsi come un percorso formativo di Comunicazione e Linguaggi Non Verbali: Musicoterapia, Psicomotricità e Performance. La parola Arte se pure seducente, è fuorviante in campo terapeutico e educativo. Per quanto riguardano i progetti di “fototerapia” che ho condotto è stato fondamentale superare l’idea di dover produrre delle belle fotografie e spostare l’attenzione dall’aspetto formale delle immagini agli aspetti ludici, relazionali e comunicativi dell’agire fotografico. Per veicolare questo messaggio potrò far leva sul talento ed sull’esperienza dello psicologo e carissimo amico Enrico Smerzini. Avremo l’occasione di riflettere sugli interventi di “fototerapia” con gli adolescenti e bambini, con persone con disaggio psichico che vivono in comunità, e quelle che sono seguite nei centri di salute mentale, con anziani istituzionalizzati e con coloro che vivono in famiglia, con studenti post universitari (in corso) e mi piacerebbe molto includere le persone in carcere e i cechi con cui intendo condividere dei percorsi fotografici e che penso possano contribuire a svelare inaspettate potenzialità della comunicazione fotografica.

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