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giovedì, maggio 01, 2008

Il Calcetto dove Finisce la Terra


2007.03.05
Sarà stato per il mio compleanno di 8, 9 o 10 anni? O era per Natale che ho chiesto un bellissimo pebolim o "pimbolim", biliardino o calcio balilla? Non mi ricordo se l'ho ricevuto o meno. Mi ricordo benissimo di averlo tanto desiderato. Mi ricordo il negozio al "Largo do Cambuci" che aveva in mostra quel mio oggetto del desiderio. La mia passione per il biliardino è tramontata insieme alla passione per il calcio. Recentemente l'entusiasmo per il calcetto si è riaccesa a causa di mia figlia che lo adora e a causa del gruppo di fototerapia Zoom a Zonzo di Falconara che ha iniziato un divertente torneo di calcino che va di pari passo con le nostre spedizioni fotografiche. Ma soltanto la scoperta della storia di questo giocattolo è riuscita a ricreare la dimensione magica dell'universo infantile e ha fatto anche di più: mi ha regalato un nuovo membro alla mia ridotta squadra di idoli. Alejandro Finisterre ha inventato il "calcio da tavolo" all'età di 17 anni, quando era stato ricoverato in ospedale a causa di una ferita subita durante la guerra civile spagnola. In quella occasione lui ha visto tanti altri giovani ancora più sfortunati di lui che hanno dovuto amputare le gambe. Oltre alla sofferenza causata dal dolore fisico, questi ragazzi soffrivano con il pensiero di non poter mai più giocare a calcio. Per dare rimedio a questo dispiacere, Alejandro, che era appassionato di ping pong , ha immaginato il futbolin: il calcio che si poteva giocare con le mani.Il biliardino ha tanti nomi. In Italia soltanto viene chiamato in tanti modi diversi: calcetto, calcino, biliardino, bigliardino, calciobalilla, calcio balilla e chi più ne sa più ne metta. La popolarità di questo sport è diffusa quasi tanto quanto il calcio stesso. In Brasile si chiama pebolim, io ho sempre detto pimbolim, ma ho sentito chiamare anche totó. In Portogallo si dice matraquilhos, in Inghilterra è table football, in Francia è babyfoot mentre in Turchia langırt e in Iran futbal-dasti e in Germania kicker. In Spagna è futbolín, in Argentina metegol, in Mexico futbolito e negli Stati Uniti foosball. Questa è stata la sua invenzione più famosa, ma la sua vita stessa è stata un susseguirsi di ideazioni di risposte creative e poetiche a tante situazioni di difficoltà, di ingiustizie, di barbarie che il secolo XX ha prodotto così copiosamente come i nomi che indicano il calcetto nel mondo. Il gallego Alejandro Campos Ramìrez, nato a Fisterra, il 6 maggio 1919, ha scelto di morire a Zamora, città del suo miglior amico, il poeta León Felipe, l'8, il 9 o il 10 febbraio 2007. Viva Alejandro Finisterre! E che il suo spirito illumini il nostro giovane millennio.

domenica, gennaio 21, 2007

Scacchi, Guerra e Garibaldi


2007.01.13
Secondo giorno del seminario di psicomotricità. Abbiamo discusso le questioni suscitate dalle lezioni, in piccoli gruppi.
Alla fine della giornata, mentre aspettavo per uscire con le colleghe per andare a cena, mi è capitato davanti un folder che parlava della Piazza di Marostica dove, negli anni pari, si tiene una partita di scacchi viventi, una tradizione che risale al 1454. In quel anno due giovani nobili volevano battersi in un duello per contendersi la mano della figlia del Castellano del paese. L’illuminato Castellano ha proposto che la disputa si facesse con una partita di scacchi, in piazza. Il vincitore si sarebbe sposato con la figlia oggetto della disputa, mentre lo sconfitto sposerebbe la sorella.
Mi sono ricordato che nel 1990, prima della guerra di Bush padre contro Saddam Hussein, la neo creata Babilônia ha organizzato un torneo di scacchi con la partecipazione di persone di diverse nazionalità residenti a Natal, come forma di manifestazione ludico culturale contro la guerra imminente. Quanto sangue sarebbe stato risparmiato se il conflitto fosse risolto diversamente. A diciasette anni di distanza, si combatte ancora, non si sa bene perché. La guerra dovrebbe diventare un tabù, una sorta di azione non degna dell’essere umano civilizzato. Sarà cosi un giorno? O ci ammazzeremo tutti prima?
Nel frattempo, sono arrivate le colleghe e siamo andati a mangiare alla Trattoria Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Siamo stati da Dio, abbiamo mangiato e bevuto in santa pace. Al posto del sangue, il vino; invece delle bombe ci siamo fatte tante risate.