
2007.02.11
Il Professor Mario Paolini ci ha proposto nel suo seminario una interessantissima esperienza attraverso la quale illustrava le forme e le modalità del suo agire musicoterapeutico. Dalla preparazione del setting alla ricerca di strategie per l’instaurazione di comunicazione con persone speciali, passando per la costruzione e riparazione degli strumenti che possono essere utilizzati negli interventi di musicoterapia, bastone della pioggia compreso. A un certo punto della lezione ci ha invitato a riflettere sull’enorme potere che una maestra o un insegnate ha e come questo potere si traduce nel senso di contribuire o meno alla crescita, all’autonomia e al benessere dei bambini. Arrivando a casa ho incontrato mia figlia che doveva portare a scuola uno strumento musicale da lei costruito. Frugando nella busta di riciclaggio abbiamo trovato delle bottiglie che quando riempite d’acqua in quantità diverse producono differenti note. A Marina è piaciuta l’idea. Si è presa delle bottiglie e le ha portate a scuola. Quando è rientrata era molto giù di morale perché la maestra aveva rifiutato il suo strumento che produceva un suono “spiacevole”. Ho avuto l’impulso di andare a chiedere spiegazioni alla maestra di musica, ma dopo ci ho ripensato e insieme a Gi e Marina abbiamo fatto una ricerca su internet su strumenti musicali costruiti con materiale di recupero. Abbiamo trovato un progetto molto interessante di Giacomo Battara e Paolo Pasini svolto a Ferrara nel 2004. Si è deciso di fare il bastone della pioggia, strumento indigena dell’America Centro Meridionale, con un tubo di cartone e chiodi che nonno Romolo ci ha procurato. Le lenticchie, per mettere dentro il tubo, ci ha dato nonna Luisa e la nipotina ha decorato il bastone con colori bellissimi. Marina è tornata a casa radiante raccontando che la maestra ha fatto vedere il bastone a tutte le altre maestre dicendo che quello era il più bello tra gli strumenti portati. La mancanza di tatto della maestra di musica ci ha spinto a raggruppare la famiglia per aiutare una bambina di otto anni a svolgere un'attività scolastica. E pensare che Marina non voleva più andare alla lezione di Musica…
martedì, febbraio 20, 2007
Il Bastone e la Pioggia
mercoledì, gennaio 10, 2007
Giornata Dispersiva

2007.01.09
Dovrebbe essere una giornata di studio e di preparazione per l’incontro del Master di questo fine settimana. In parte è stato così. Ho letto una dispensa sull’educazione degli adulti della Professoressa Ivana Padoan e ho ascoltato mezzora di registrazione della lezione di Mario Paolini sulla Musicoterapia. Il resto della giornata ho dedicato al caricamento delle due foto per il concorso della JPG Magazine, una rivista ondine. Per il tema lavoro ho messo la foto di Massimo Mosca mentre fa la manutenzione di una macchina di stampa offset, AURELIA, alla Tecnostampa , scattata nel 2000. Per il tema strada ho messo una foto di un gruppo di musicisti che suonano durante la manifestazione per la pace del 15 febbraio 2003. Queste due foto mi hanno innescato una serie di ricordi di due fasi dell’attuale periodo italiano. Il lavoro in fabbrica all’arrivo in Italia e l’amicizia con Daniela Marsigliani e Marisa Pizzichini iniziata proprio sul treno della pace del 15 febbraio. Poi le associazioni mentali: pace, guerra, Irak, Saddam Hussein, Babilonia, Natal…
Poi ho risposto alcuni email, prenotato l’albergo a Bassano di Grappa, ho letto la notizia sul giallo della strage di Erba. Strage perpetrata dal tunisino geloso, ex carcerato che esce dalla prigione grazie all’indulto, che poi diventa la strage fatta da una normalissima coppia di italiani che ha per movente 3.500 Euro. Sono le 4:45 del mattino e tutto va bene.
